Non ti pago
Lo Spettacolo
La commedia messa in scena per la prima volta dalla compagnia "Teatro Umoristico I De Filippo", l'8 dicembre 1940 al Teatro Quirino di Roma vede lo stesso autore, il grande Eduardo nella parte di Ferdinando Quagliuolo e il fratelllo Peppino che impersona l'antagonista Mario Bertolini; il successo sia di critica che di pubblico è più che soddisfacente.
Va detto che una certa parte di critica era portata ancora, in quegli anni a sottovalutare l'importanza dei De Filippo come autori, pur riconoscendo le straordinarie capacità di attori ma, la giusta valutazione dell'arte drammaturgica dei De Filippo cominciò a manifestarsi nella critica proprio a partire da Non ti pago; importante fu il giudizio dato da Ennio Flaiano che affermò qualche tempo dopo: «Senza esagerare ci si accorge che sono più vicini loro alla letteratura di quanto non lo siano molti autori d'oggi al teatro».
La storia apparentemente semplice e senza grandi pretese racconta di Don Ferdinando, proprietario di un banco lotto che gioca, senza fortuna, gran parte dei suoi denari. Il suo dipendente Mario Bertolini invece, riscuote settimanalmente delle piccole vincite che gli permettono una vita agiata. Una quaterna realizzata, però, da Bertolini, grazie ai numeri dati in sogno dal padre di Don Ferdinando, fa precipitare i rapporti tra i due.
Note di Regia
Eduardo… mettere in scena una sua opera, è sempre una grande tentazione, penso, per qualsiasi regista. Dico “tentazione” perché ci si può bruciare. La grandezza di Eduardo sta proprio nella semplicità delle sue storie, nella semplicità dei suoi personaggi. Tanto che uno dice: “..me la sento…”, e si parte. Dopo poche prove però, incominciano ad affiorare i dubbi sui significati nascosti che ogni frase, ogni battuta possiede.
La paura di non suggerire, agli attori , “le corde giuste ”dei personaggi, di non indovinare sempre il “ registro” per interpretarli, ti mette in crisi. “Il grande attore” ti torna in mente con la sua interpretazione e pare che non ci siano altre possibilità, altre chiavi di lettura, diverse dalle sue. Imitarlo? Non è possibile.
Dimenticarlo? Non è possibile….. Incominci a leggere e rileggere centinaia di volte le battute, le provi e le riprovi in mille modi. Così, lentamente, scopri che il segreto sta nella semplicità, sta nel capirne il significato e renderlo: vero, pulito senza sporcarlo con virtuosismi accademici.





