Condominio palazzo tamburrno - TeatroMio

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Condominio Palazzo Tamburrino
Note e Sinossi
Due giornate passate nell’atrio di un palazzo dove i condòmini si incontrano e si scontrano sotto il controllo del saggio portiere Benito.
Due giornate che sarebbero state come le altre se non fosse intervenuto un fatto che neanche il Condominio poteva prevedere.
Due giorni che sconvolgono la vita del simpatico Dottor Sagliocco che pur riuscendo a metabolizzare gli inciuci del condominio relativi ad una sua supposta relazione con la vedova Tamburrino, non può e non vuole accettare una grande verità rivelatagli dal Ragionier Balestra, piombato nella vita del condominio a causa di una ….. colpevole dimenticanza del defunto architetto Tamburrino. La storia finisce…se finisce, o incomincia addirittura ma il Condominio continuerà a vivere le sue giornate quale microcosmo rappresentativo dell’umanità.
Note di Regia
Ancora una volta mi trovo a dirigere attori che interpretano un testo mio, ancora una volta la sottile battaglia interiore tra autore e regista. L’autore vorrebbe che il regista rispettasse ogni sua piccola intuizione e che rendesse palese tutto il significato intimo dell’opera.
Il regista invece vorrebbe essere libero da costrizione e da condizionamenti nel mettere in scena la commedia come la vede lui, come se l’avesse letta per la prima volta, cosa che non può accadere.
Fortunatamente gli attori, bravissimi come sempre mi hanno aiutato nel difficile compito, trovando soluzioni di continuità e realizzando con grande intuizione ciò che il regista suggeriva.

Il mio impegno è stato soprattutto quello di non sottolineare il carattere dei singoli affinchè non venissero fuori gli uomini ma l’umanità, nelle sue debolezze, nei suoi peccati se vogliamo, nelle sue ingenuità, nelle sue malizie. Il lavoro quindi è stato quello di tenere a freno gli attori allo scopo di ancorarli alla coralità della messa in scena senza sacrificare il ritmo, sempre stretto e coinvolgente, questo per ottenere il giusto divertimento, la giusta comicità lasciando la possibilità al messaggio di arrivare al pubblico seppur contaminato dalla immancabile risata.

Bruno Alvino
 
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