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Il Berretto a sonagli
Sinossi

Tradita e vilipesa, Beatrice cede ai suoi umori cangianti, e decide di convocare a sé il delegato Spanò per sporgere denuncia per adulterio nei confronti del marito, che la tradisce con Nina, moglie del loro fidato segretario Ciampa, il quale dapprima cerca con discorsi impliciti a considerare i gravi problemi che comporterebbe una denuncia. Il secondo atto si apre in un contesto in cui i fatti conseguenti alla denunzia sono già avvenuti ed hanno portato all’arresto del cavalier Fiorica e di Nina. Per non mettersi contro il Cavaliere e per evitare che Ciampa uccida la moglie, il delegato Spanò cerca di imbrogliare le carte negando che l’arresto sia stato motivato dall'adulterio; lo spiega invece con un presunto attacco d’ira: provocato dalla perquisizione, il Cavaliere sarebbe montato su tutte le furie oltraggiando le forze dell’ordine. Però lo scandalo è ormai nato ed è assai difficile che la gente del posto, possa credere veramente alla versione di Spanò. Ciampa riesce a capovolgere la situazione in suo favore proponendo di far credere a tutti che Beatrice sia pazza e che il tradimento del Cavaliere sia stato una sua montatura.L'idea di Ciampa piace a tutti tranne naturalmente a Beatrice.
Messa sotto pressione da sua madre e dal fratello Fifì, Beatrice viene però indotta a convincersi che sia meglio – per il bene di tutti – recitare il ruolo della pazza e farsi quindi ricoverare per qualche tempo in una casa di cura.
Note di Regia
Svariate sono state le letture registiche di questo capolavoro di Luigi Pirandello, a testimonianza dell’universalità dell’opera. “Il berretto a sonagli” è a mio parere un’opera, all’apparenza, chiara, semplice e di facile comprensione, ma che invece in corso di costruzione mostra innumerevoli significati introspettivi. Quello che può apparire alla prima lettura un normale fatto di cronaca rosa, all’analisi registica rivela via via significati filosofici sempre più profondi che portano ad interrogarsi sull’eterno rapporto che gli uomini hanno all’interno del loro convivere “sociale”.
Il tentativo è stato quello di mostrare l’opera al pubblico salvaguardando la sua semplicità senza mortificarne la grandiosità letteraria, filosofica e letteraria.
 
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