La casa di Bernarda Alba - TeatroMio

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La casa di Bernarda Alba
Sinossi
La nostra è una trasposizione in napoletano della celebre opera .”La casa di Bernarda Alba". Questa fu l'ultima opera completa scritta da Garcia Lorca. Si tratta di una breve pièce teatrale, scritta quasi di getto dall'autore che ha dato anche poche e concise indicazioni nel testo. Il sipario si apre sull'interno della casa DI Bernarda Alba. Si è appena  concluso un ricevimento postmortem  , per la dipartita del secondo marito della padrona di casa. Insieme a Bernarda, che governa sulla propria casa con piglio duro e militaresco, vivono le sue cinque figlie, nubili e sottomesse, oltre alle due serve e alla vecchia madre, ormai sulla soglia della follia e per questo rinchiusa in una stanza per non far danni. La figlia più anziana, Augusta  è anche la più ricca perché l'unica ad aver ereditato terreni e ricchezze da suo  padre naturale, primo marito di Bernarda; e pare anche la più fortunata dato che è stata appena chiesta in sposa da Peppe Romano, il più bel giovane del paese, il quale però sembra attirato più dai denari della donna che dal suo aspetto fisico, malaticcio. Così come vuole la dura consuetudine di quelle terre, alle altre quattro figlie invece spetta un grigio avvenire speso tra le anguste mura di casa. L'unica a cullare ancora i propri sogni è la più giovane e ribelle Adele che  ha solo vent'anni, carina e segretamente innamorata di Pepe Romano che ormai da qualche tempo si reca di nascosto alla finestra della giovane, scatenando, a poco a poco, le gelosie delle altre sorelle e le ire della madre. Bernarda, nonostante sia messa in guardia sulla tempesta imminente dalla serva Ponzia, s'illude di riuscire a tenere a freno le proprie figliole salvando così l'onore della casa. In realtà una notte, quando Adele esce per incontrare nuovamente Pepe, questa viene scoperta e bloccata da Martirio, la sorella più gelosa perchè pure lei innamorata di Pepe. Le grida delle due sorelle svegliano il resto della famiglia, serve comprese. Bernarda è tra le prime ad uscire: qui, di fronte a quello spettacolo increscioso per i suoi occhi, va ovviamente su tutte le furie, imbraccia il fucile e spara a Pepe Romano. Nonostante questi sia riuscito a darsela a gambe, la crudele madre dice di averlo colpito in pieno e ucciso. Colta dalla disperazione la più giovane delle sorelle si chiude in camera e decide di farla finita, sparandosi . Al ritrovamento del corpo straziato di Adele, Bernarda reagisce con il solito, algido opportunismo, assicurandosi che vengano suonati i rintocchi a morto e che si dica che sua "figlia Adele è morta vergine".
Note di regia
L’idea di farne una trasposizione in napoletano, venne qualche anno fa  a Fortunato Calvino, autore  e regista della nuova drammaturgia napoletana. Io l’ho ripresa  e ne ho fatto un mio  adattamento, rispettando la struttura drammaturgica di Calvino, peraltro già molto fedele all’originale. Ho agito sul testo e sui suoni delle parole senza stravolgerne il significato. Ho dato alla scena  il compito di significare la gabbia, la prigionia, “le regole” a cui Bernarda sottopone le proprie figlie. Le attrici seguono un ritmo meccanico, senza mai cadere nel romantico, o, nella passione,  a dimostrazione che non sono le  padrone della propria  anima e della propria identità.   La tragica ribellione di Adele e il finale appaiano fragorosi e fuori dalla logica di  Bernarda.  La madre agisce in casa propria come un padre despota. Il suo matriarcato infatti, vuole solo sottolineare il segno di una cultura devota  al maschio, che costringe, appunto Bernarda,a sostituirlo in tutto  nella vita delle figlie. Non dimostra il benché minimo affetto verso le proprie figlie né verso il marito defunto, ma, si assicura sempre di salvaguardare le apparenze per mantenere intatta l'onorabilità della famiglia. Questo  atteggiamento ottuso, repressivo e violento finirà però per  sovvertire ogni ordine naturale. L’obiettivo è quello di mettere in primo piano la morale  dell’opera che fa capire come, siano  proprio i più poveri e i più disgraziati ad essere paradossalmente più lucidi dei "potenti" .La speranza è di esserci riuscito.
 
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