Ma che fessi che siamo - TeatroMio

Vai ai contenuti

Menu principale:

Ma che fessi che siamo
Lo Spettacolo

La commedia narra di una famiglia, quella di Pasquale Coccorito,  che, nelle vicende che accadono,  dimostra l’universalità dei suoi equivoci.
Quello che accade, infatti, alla famiglia di questo orefice napoletano, accade quotidianamente, magari  con altre circostanze, a tutta l’umanità.
Essere “furbi”, “svegli”, “cinici” ad ogni costo, per  “non farsi mangiare dal lupo”. Pasquale cerca, invano, di spiegare a tutti i componenti della famiglia che non ci sarebbe  bisogno del  “lupo” se fossimo tutti “agnelli”; dirà infatti: “..siamo tutti fessi, ma per una fatalità, ecco, ..ce avimme ‘a fa fessi di essere diritti, scetati..”
La moglie Giulia, di diversa filosofia, rappresenta invece il genere umano che inconsapevole segue il proprio destino.  E’ così che in una sorta di incomprensibili circuiti la società vive  e si rinnova sempre nello stesso equivoco. I fatti, la storia, .inutile anticiparli.
Note di Regia
Essere regista ed autore di una commedia era una esperienza che avevo già fatto qualche anno fa, ma che aveva lasciato insoddisfatto sia l’uno che l’altro.
Giurai di non provarci mai più, ma quando ho avuto tra le mani questo scritto giovanile, la tentazione di cimentarmi di nuovo in questa ambiziosa operazione è stata irresistibile. Ho sentito la voglia di riscriverla e di riallestirla con la maturità di oggi  e ho sperato di soddisfare questa volta la voglia di dire la “mia”  senza far litigare autore e regista. L’allestimento trattato in chiave moderna cerca di essere originale e al passo con i tempi.
Lo spazio scenico è volutamente multicolore e scarno  nell’arredamento a sottolineare la complessità e l’aridità in cui si dibatte la famiglia Coccorito, prototipo dell’umanità.
Il ritmo serrato nella recitazione sono , o vogliono essere un ulteriore segno di modernità, nel tentativo di far ridere su fatti seri senza ricorrere ad una comicità di tipo classico. Buon divertimento, …almeno questo è l’augurio.
 
Torna ai contenuti | Torna al menu